Stefania e le sue donne

Raccontare di Stefania prescindendo dal magico mondo di donne che la circonda non è possibile. Mamma di quattro figlie e nonna di due (mentre, vi garantisco, sembra lei stessa una ragazzina), nasce professionalmente come imprenditrice del settore assicurativo. Gli affari vanno bene ma c’è un sogno ancora da inseguire. Intanto nascono Priscilla, Alice, poi Cecilia e Matilde. Nell’ordine 29, 26, 13, 8 anni. Tabata e Ginevra sono le nipotine, figlie della prima, di cinque e tre anni. Sei giovani donne, che sono l’orgoglio di Stefania. Le stesse che le danno la forza di lasciare la società di famiglia e aprire prima Gli amici di Pooh, asilo nido di via Tiziano, poi Gli amici di Pooh crescono, scuola materna di via Domodossola e infine DouDou, ludoteca con caffetteria, sempre in via Domodossola. Quest’ultimo, che all’origine doveva essere uno spazio dedicato alle attività dei bambini, si sta qualificando anche come punto di riferimento a Milano per il business degli adulti. Adiacente a fieramilanocity, a due passi da Citylife, è magnificamente arredato in stile shabby chic. Versatile e dotato di diverse sale di varia metratura, si presta per colazioni di lavoro, shooting fotografici, meeting di lavoro, conferenze stampa, temporary shop, presentazioni…

All’interno, la caffetteria con cucina e al piano terra un take away di caffè e baguette, delizioso.

Perché hai lasciato una società di successo come Farotto per dedicarti alla più faticosa attività con i bambini?

“Perché sono la mia vita, tutto ciò che mi dà gioia. Del resto ho avuto quattro figlie e il mio ruolo di nonna lo svolgo a tempo pieno. Ho unito l’esperienza passata, l’attitudine a essere concreta con la ‘messa in opera’ dei miei sogni”.

Come è iniziata l’avventura?

“Tutto è cominciato con l’asilo nido. Pochi iscritti il primo anno, una lista d’attesa lunghissima oggi. Ha pagato la professionalità delle persone che lavorano con me e la percezione dei genitori che qui i bambini sono amati e coccolati. Poi l’asilo nido, tre classi suddivise per età e un progetto educativo che si fonda essenzialmente sull’arte e sul colore. Quindi DouDou, che voleva essere una classica ludoteca ed è diventata molto di più. Uno spazio richiesto da una clientela professionale per le attività interne, come riunioni e meeting, e rivolte al pubblico, tra presentazioni, temporary shop e gallery. E tanto altro ancora”.

Come immagini il futuro?

“Certamente circondata dalle mie figlie e dalla mie nipoti. Mi piace condividere con loro le gioie e anche le difficoltà del lavoro, perché è inutile negare che non è un momento facile per nessuno. Ma essere competenti, seri e professionali paga sempre. Alice, la mia seconda figlia, lavora con me. Priscilla la più grande mi fa da consulente. Un domani chissà. Ognuno segue il proprio destino e se quello delle mie donne è qui con me è benvenuto”.

Qual è il progetto a cui tieni di più in questo momento?

“Sicuramente lo sviluppo della caffetteria. Aprire in questa zona di Milano un take away, tra corso Sempione e fieramilanocity è una bella sfida. Un pezzo di New York e di Parigi in questa Milano che sta crescendo e tornando a essere vivace e foriera di novità. E’ bello fare parte del suo dinamismo”.